Dorazio Piero

Senza titolo

GAMC - Galleria di Arte Moderna - Opera : Senza titolo - autore: Dorazio Piero , immagine

AUTORE

Dorazio Piero

COLLEZIONE

PIERACCINI

MISURE

45 X 54,5

ANNO

1965 - 1968

TIPOLOGIA

Grafica

MATERIA E TECNICA

litografia a colori

NOTE

La Luce, poesie di Giuseppe Ungaretti

Serie di tredici litografie, piÙ la prima di copertina, totale quattordici, realizzate fra il 1966 e il 1969, che accompagnano il volume La Luce con venti poesie di Giuseppe Ungaretti. Alcune sono a tutta pagina, altre occupano due pagine. Il volume include anche un disco con le poesie recitate da Giuseppe Ungaretti.

Tiratura: 165 esemplari in numeri arabi; 5 esemplari A-E; 25 esemplari in numeri romani. In collezione l”esemplare nr.22/165, firmato da Ungaretti e Dorazio.

Dedica, pagina iniziale: dedicato con affetto a Vera e Giovanni Pieraccini con i migliori ricordi e auguri. Piero Dorazio Todi 30.7.1977 (segue un”altra dedica in tedesco illeggibile)

Su ogni esemplare in basso a matita: Piero Dorazio.

Della cartella È stato stampato anche un libretto formato 15×12.7, firmato da Ungaretti e Dorazio; in collezione l”esemplare nr.6

SCHEDA CRITICO

PIERO DORAZIO

Roma, 1927 – Perugia, 2005

Piero Dorazio nasce il 29 giugno 1927 a Roma dove termina gli studi classici e frequenta la facoltà di architettura. Si avvicina molto giovane alla corrente astrattista della capitale e dal 1945 partecipa all‘attività del gruppo Arte Sociale. Nel primo dopoguerra frequenta lo studio di Renato Guttuso, ma ben presto si allontana dalle tesi del realismo socialista per aderire all’Astrattismo. Nel 1947 figura tra i firmatari del manifesto del Gruppo Forma 1 ed ottiene una borsa di studio dalla Scuola di Belle Arti di Parigi, dove risiede per un anno. Nel 1950 apre a Roma la libreria-galleria “L’Age d’Or” assieme a Mino Guerrini e Achille Perilli. Nell’estate del 1953 tiene due conferenze all’Università di Harvard e nel settembre sposa Virginia Dortch, con la quale si stabilisce a New York. Durante il soggiorno negli Stati Uniti, Dorazio entra in contatto con le personalità piÙ importanti dell‘epoca, quali i pittori Mark Rothko, Jackson Pollock e il critico d‘arte Clement Greenberg. Tornato in Italia l’anno successivo, espone con personali a Milano, Venezia e Roma. Nel 1957, durante il soggiorno a Nizza, Dorazio comincia a sperimentare la grafica, realizzando dapprima litografie in bianco e nero e solo successivamente quelle a colori. Nel 1961 conosce Renzo Romero che lo stimola a fare prove di puntasecca, acquaforte e acquatinta. Nella produzione grafica, a differenza di quella pittorica, Dorazio riesce a moderare la sua tendenza ad eccedere nei colori e nella serialità compositiva. L’artista espone alla Biennale di Venezia in tre occasioni: nel 1960, nel 1966 e nel 1988, mentre nei primi anni ’60 le sue opere sono esposte in Australia, Medio Oriente e Nord Africa. Nel 1966 partecipa ad una mostra a San Gallo, in occasione della quale Giuseppe Ungaretti scrive un saggio sulla sua pittura, esaltandone “i clamori stellari, le piattonate di colori luciferini”. L’anno successivo Dorazio realizza una serie di incisioni che accompagnano la raccolta del poeta intitolata “La luce”. Nel 1974 si trasferisce definitivamente a Todi. Fra il 1993 ed il 1996 progetta l‘esecuzione di cinquanta grandi mosaici di artisti internazionali nella metropolitana di Roma. L’artista si spegne il 17 maggio 2005 a Perugia.

Sara Manfredi

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