Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
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Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
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Tosi Arturo


"Paesaggio di Rovetta"

 (1942- 1943)



olio su tela


cm. 100 x 120



Donazione:
LUCARELLI




Firmato in basso a destra: A. Tosi



Due coste di monte si chiudono a quinta sulle rocce più alte del fondo, impallidite dalla distanza, mentre sopra si tende ampio il cielo nella sua trasparenza aerea e incantata e sotto la valle con le case, gli alberi, le venature dei suoi campi arati: è il paesaggio di Rovetta, che Tosi ripropone in quest’opera dei primi anni Quaranta nella sua serena, pacata monumentalità. Un paesaggio reso familiare, inconfondibile, da tante versioni precedenti e successive che non ne hanno quasi mai mutato il taglio né la presa di inquadratura - dalla finestra dello studio -, rispettando quel principio di fedeltà iconografica cui si attiene tutta quanta la pittura di Tosi.

Rovetta, la Val Seriana, le terre del bergamasco, sono «il centro delle sue continue riscoperte, la strada laboriosa su cui si misura il passo» (R. Giolli, 1938, p. 34); senza stanchezza o cedimenti, ché il tema può contare sulle virtù del colore e della luce per rinascere con essi ogni volta nuovo e diverso. Lo stesso tracciato delle linee ferme e come incise nel metallo inquadra un paesaggio che muta col mutare delle vicende atmosferiche e stagionali: affocato nei pomeriggi dell’estate e rorido d’essenze in primavera, s’azzurra nelle brune del mattino e s’imperla nei tepori del tramonto, secondando il talento cromatico di chi ha ormai fatto le sue risorse del tonalismo lombardo, del Ranzoni, del Gola, del Monticelli, sino a quelle più moderne e scaltrite degli impressionisti.

Per Tosi il paesaggio di Rovetta diventa così una sorta di cattedrale di Rouen, splendida e rarefatta nel filtro dell’aria che l’attraversa; ma dove la luce non è percepita solo dall’occhio e il tono del colore è «trascrizione immediata del tono del sentimento» (G. C. Argan, 1942, p. 15), adesione patetica e sensitiva del pittore alla terra lombarda.

“La Donazione Lucarelli”, a cura di G.Matteucci - R.Monti, Musei Civici di Villa Paolina, Viareggio,
1994, p. 82

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