Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
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Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare
Lorenzo viani Benedizione dei morti del mare, particolare

LUCARELLI GIULIANO


"Piazza Antelminelli"

 (1973)



olio su tela


cm. 80 x 100



Donazione:
LUCARELLI




Firmato e datato in basso a sinistra: G. Lucarelli 73



Medico chirurgo, collezionista, letterato, amico di artisti e mecenate, Giuliano Lucarelli fu per un certo tempo della sua vita anche pittore, quasi a perfezionare l’antico ideale di scienziato-umanista che in lui trovava la sua naturale incarnazione. Pur avendo amato da sempre la pittura, tuttavia, non volle presentarsi come pittore se non quando fu libero dagli impegni professionali, all’inizio degli anni Settanta. Da allora vi si dedicò a tempo pieno, rivelando in essa quella «probità innocente e ostinata», quella «straordinaria ambizione evocativa» (A. Gatto, 1975, p. 9), che appaiono le sue doti peculiari.

Protagonista di questa pittura è Lucca, la città natale ma anche la città dell’anima, «misteriosa e notturna, intessuta di memorie lontane e quasi fiabesca» (A. Nocentini, 1973, p. 6), perentoria ed evanescente come un fantasma poetico. Le sue torri, le sue piazze, i suoi giardini della case nobiliari, diventano occasione di continua riscoperta per chi non si stanca di contemplarla con occhio abbrunato e carico di nostalgia; talora scegliendo una visione panoramica che la ripercorre a volo d’uccello come nelle antiche figurazioni trecentesche, altra volta isolando invece un particolare: il rosone di una chiesa, la corona dell’Anfiteatro, il getto di una fontana che zampilla tra le vecchie mura. È il caso di questa “Piazza Antelminelli”, che coagula memorie storiche e sentimentali intorno alla nota azzurra della fontana chiusa nel suo castone di pietra. Da colto dilettante, Lucarelli «ha fondato nella pittura la ‘sua’ Lucca», riuscendo «a ottenere nei particolari quel filo d’incantesimo che gli ha schiuso le porte, appena, per farlo passare quel tanto che è servito e serve a misurargli il rispetto della sua visita poetica» (A. Gatto, 1975, p. 11).

“La Donazione Lucarelli”, a cura di G.Matteucci - R.Monti, Musei Civici di Villa Paolina, Viareggio, 1994, p. 66

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